CUCINA SOTTO TORCHIO

di Flavio Birri

 

Primi libri di gastronomia stampati a Venezia dal 1469 al 1600

 

Nel Quattrocento Venezia fu il primo centro italiano a produrre e a diffondere in tutta Europa i libri stampati mediante torchi a caratteri mobili, grazie all’intraprendenza di molti stampatori-editori – come Giovanni da Spira e Aldo Manuzio – e all’avvedutezza del Senato Veneto, che da subito intuì l’importanza (anche commerciale) di questo nuovo mezzo di diffusione delle idee.

 

La Serenissima ebbe un ruolo importante anche nel formare un diverso modo di intendere la gastronomia mediante la pubblicazione di ricettari – alcuni celebri come quelli di Cristoforo Messisbugo, di Bartolomeo Scappi, del Platina e del Panunto – che fecero conoscere ai cuochi e agli amanti della buona tavola, le elaborate portate che venivano servite nei sontuosi banchetti di corte dei maggiori principi italiani: ricette insolite, fedeli al gusto del tempo, come il baccalà al butirro nero, il cappone in fracassea francese, le merlucce secche e la torta d’anguilla da Quaresima… ma anche consigli pratici sul come ordinare le stoviglie con garbo e perfezione o sul come trinciare la carne facendo giochi d’acrobazia per lasciare stupefatti i commensali.

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Nata per dar voce e valorizzare autori che mostrano un forte legame con la laguna, la collana ROSSO VENEZIANO  raccoglie romanzi e racconti che privilegiano la visione di una Venezia fantastica, nei quali storia e leggenda si incontrano con risultati sorprendenti. Modi di dire veneziani, tradizioni e ricette della cucina locale prendono vita tramandandosi di pagina in pagina.